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Il progetto per l’Aeroporto Haikou Meilan di Hainan nasce da un atto di traduzione poetica: dalla barriera corallina — la più estesa delle coste cinesi — a un sistema architettonico capace di evocarla in forma contemporanea e abitabile.
Il masterplan si articola in due fasi: al 2020, con la ristrutturazione del Terminal T1 e il nuovo Terminal T2; al 2040, con il Terminal T3 e l’ampliamento dell’intero sistema ricettivo e infrastrutturale — per un hub da 20 a 40 milioni di passeggeri. Un gateway all’altezza di una delle destinazioni più straordinarie della Cina.
Dati salienti
Team
Status
Natura come principio generativo
La barriera corallina di Hainan — ecosistema ritmico, stratificato, autosimile — diventa il principio formale del progetto. Una grande superficie si dispiega sull’intero complesso, definendo un tessuto sincopato di pieni e vuoti che organizza in un gesto unico spazi e funzioni. Architettura come natura: non imitazione, ma interpretazione.
Luce marina e atmosfera sensoriale
Una sola partitura
La pelle architettonica del terminal è una superficie perforata da un sistema variabile di lucernai a geometria organica. La luce filtrata genera all’interno vibrazioni e ombre che evocano il mondo sommerso. Il passaggio attraverso il terminal diventa un’immersione: non si transita, si abita uno scenario.
Hub da 40 milioni di passeggeri, un’unica identità. La spina centrale integra mobilità, ricettività e commercio — tra cui un hotel cinque stelle e la torre di controllo — in un sistema coerente in cui ogni componente parla lo stesso linguaggio formale.
Destinazione, non scalo
Scalabilità e visione
Hainan è un luogo scelto, desiderato, atteso. Il progetto risponde a questa vocazione con un’atmosfera festosa e leggera, in cui la dimensione funzionale dell’aeroporto si fonde con quella esperienziale del resort, generando valore per i passeggeri e per l’intero ecosistema turistico regionale.
Il masterplan è pensato per crescere nel tempo senza perdere coerenza. La logica per fasi — T1+T2 al 2020, T3 al 2040 — risponde a una strategia di sviluppo infrastrutturale incrementale, in cui ogni ampliamento rafforza l’identità del complesso anziché diluirla. Un modello di airport planning che coniuga flessibilità operativa e continuità architettonica, garantendo la riconoscibilità del landmark nel tempo.
















