Previous project / Next project
Quale è il vero senso di progettare una torre per uffici oggi? Il progetto Dome for Womb nasce da questa domanda e propone una risposta radicale: non uno spazio da attraversare, ma un luogo in cui sia piacevole vivere prima ancora che lavorare.
Concepito per il concorso ristretto di Reale Immobili in via Tito Speri, nel cuore di Porta Nuova, il progetto reinterpreta la tipologia a torre attraverso una doppia metafora: il Dome — che richiama la verticalità iconica del Duomo di Milano — e il Womb, il grembo che accoglie, aperto alla città e alla comunità. Non più una torre chiusa e introflessa, ma un landmark che abbraccia il suo contesto.
Dati salienti
Team
Status
Una forma scolpita dallo skyline
La torre si rastrema verso l’alto sfruttando l’inclinata di 60°, trasformando un vincolo normativo in un gesto architettonico. La sagoma — pietra preziosa dalla scorza ruvida a nord-ovest e dal fronte riflettente a sud — dialoga con le emergenze verticali di Porta Nuova e richiama, per verticalità e tensione, le guglie gotiche del Duomo. Altezza utile fino a 75,6 m, punta scenografica fino a 118 m.
La concavità come gesto civico
Il lavoro come esperienza, non come modulo
Le due braccia della torre delimitano un vuoto centrale concavo: un abbraccio rivolto alla città. La hall di ingresso a tripla altezza prolunga lo spazio pubblico all’interno dell’edificio, mentre la corte interna mette in comunicazione visiva tutti i livelli, costruendo un senso autentico di comunità — in dialogo con la tradizione olivettiana dello spazio di lavoro come luogo di civiltà.
Gli uffici — 13 livelli, interpiano 4,2 m, altezza netta 3 m — sono tutti diversi tra loro per forma e affaccio. Il core distributivo è spostato a perimetro, liberando il cuore dell’edificio. Scale panoramiche, zone relax con vista sulla città, terrazze verdi a ogni quota: lo spazio di lavoro non è mai anonimo. Il layout è predisposto per l’Activity Based Working (ABW), con massima flessibilità per mono e multi-tenant.
Una foresta verticale, un museo botanico
Il verde non è ornamentale: è strutturale all’identità del progetto. I terrazzamenti digradanti ospitano essenze organizzate per provenienza geografica, dai piani più bassi — flora lombarda — fino al roof garden sommitale, sintesi botanica del mondo. Un frutteto, una sky bar panoramica, spazi per il benessere: la torre è anche un paesaggio.
Sostenibilità certificata, benessere misurabile
Il progetto punta alla doppia certificazione LEED v4 Platinum e WELL v2 Platinum. Facciate fotovoltaiche, pompe di calore a falda, sistema Human Centric Lighting, pannelli radianti, raccolta acque meteoriche: ogni scelta tecnologica risponde a una visione integrata di efficienza energetica, qualità dell’aria e benessere psicofisico degli occupanti.























