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Umi Residence ridefinisce il concetto di ospitalità di lusso alle Maldive attraverso un approccio progettuale fondato su identità, relazione con il luogo e creazione di valore nel lungo periodo.
Concepito come una reinterpretazione contemporanea della cultura maldiviana, il progetto costruisce un dialogo profondo tra architettura, paesaggio e tradizione locale, trasformando un edificio esistente in una destinazione ricettiva distintiva con un forte posizionamento internazionale.
Ogni scelta progettuale — formale, materica e spaziale — nasce da un’attenta lettura del genius loci maldiviano e dalla volontà di costruire un’architettura che non competa con la natura, ma la prolunghi e la amplifichi. Al centro del concept si colloca la Kunaa: l’antica arte maldiviana dell’intreccio, reinterpretata alla scala dell’architettura come sistema tettonico, dispositivo ambientale e segno identitario.
Dati salienti
Team
Status
Rigenerazione come strategia di creazione di valore
Il sistema Kunaa: identità come esperienza
Il progetto trasforma un edificio ricettivo esistente attraverso un radicale processo di rigenerazione architettonica. Più che una ristrutturazione, rappresenta una strategia di riposizionamento completa, capace di ridefinire percezione, esperienza dell’ospite e identità di mercato.
Attraverso la riconfigurazione degli spazi e l’introduzione di un nuovo involucro architettonico, Umi Residence costruisce una destinazione rinnovata in grado di aumentare la qualità esperienziale e rafforzare la propria attrattività all’interno del mercato globale dell’hospitality di lusso.
La rigenerazione diventa qui una strategia di investimento: estendere il ciclo di vita dell’edificio, ridurre l’impatto ambientale e incrementare il valore competitivo attraverso qualità progettuale e una forte identità architettonica riconoscibile.
L’elemento distintivo del progetto è il sistema di facciata Kunaa: una struttura architettonica autoportante composta da travi centinate in legno irrigidite da elementi in acciaio e articolata attraverso pannelli orientabili in listelli lignei.
Ispirato alle tradizionali tecniche maldiviane dell’intreccio, il sistema genera un involucro tridimensionale che avvolge i volumi dell’edificio come grandi strutture intrecciate abitabili.
Organico nella forma ma rigoroso nella costruzione, l’involucro opera contemporaneamente come identità, infrastruttura ambientale ed esperienza per l’ospite. La luce filtra, l’aria circola naturalmente e le viste si aprono e si contraggono secondo un ritmo calibrato. Tecnologia e artigianato convivono all’interno di un unico linguaggio architettonico, trasformando il patrimonio culturale locale in una nuova esperienza contemporanea dell’ospitalità.
Spazi di soglia ed esperienza elevata dell’ospitalità
Tra la nuova pelle architettonica e il volume esistente si genera uno spazio intermedio abitato: terrazze, logge e ambienti di transizione che dissolvono il confine convenzionale tra interno ed esterno.
Questi spazi non vengono concepiti come semplici aree di passaggio, ma come vere destinazioni esperienziali: luoghi di pausa, contemplazione e relazione con il paesaggio.
I balconi privati attraversano la struttura intrecciata proiettandosi verso il mare e costruendo viste attentamente calibrate, mentre nella parte superiore la facciata progressivamente si dissolve in un orizzonte aperto, generando una nuova identità visiva e una firma riconoscibile per il resort.
Il pontile come esperienza di destinazione
Materia, durabilità e performance dell’investimento nel tempo
Un pontile lineare si estende dalla riva verso una piattaforma ristorante sospesa sull’acqua, trasformando un collegamento funzionale in una vera esperienza di destinazione.
Costruito attraverso strutture lignee intrecciate e sistemi calibrati di ombra e apertura, il pontile genera una sequenza sensoriale che amplifica il rapporto con il mare, l’orizzonte e il movimento.
L’esperienza si sviluppa lentamente e in modo consapevole. L’architettura non accompagna semplicemente il percorso dell’ospite: lo genera.
In un mercato globale del turismo di lusso sempre più competitivo, esperienze spaziali memorabili diventano elementi essenziali per la costruzione del valore di una destinazione.
Le scelte materiche non sono concepite esclusivamente come espressione estetica, ma come strategie di resilienza e valore nel lungo periodo.
Teak, iroko e sistemi lignei ingegnerizzati trattati per resistere ad ambienti marini, salsedine e forte irraggiamento tropicale garantiscono durabilità e riduzione dei costi di manutenzione nel tempo.
Tecnologie costruttive a secco, sistemi di prefabbricazione off-site e protocolli di manutenzione programmata ottimizzano i processi realizzativi e la gestione del ciclo di vita dell’edificio.
Questo approccio integrato mette in relazione qualità architettonica e sostenibilità economica, rispondendo alla crescente domanda dei mercati internazionali dell’hospitality per progetti capaci di coniugare lusso esperienziale, efficienza operativa, sostenibilità e generazione di valore nel lungo termine.






















