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Il progetto del Museo Nazionale di Archeologia e Scienze della Terra di Rabat nasce come un’infrastruttura culturale e civile capace di dare forma alla memoria profonda del Marocco e alla sua proiezione futura.
Più di un museo, il MNAST interpreta il rapporto tra patrimonio archeologico, storia geologica e identità nazionale, trasformando l’architettura in uno strumento di racconto collettivo. Pensato come uno spazio aperto, attraversabile e inclusivo, il progetto costruisce un’esperienza immersiva tra materia, luce e paesaggio, diventando luogo d’incontro tra conoscenza, spazio pubblico e rappresentazione culturale del Paese.
Dati salienti
Team
Status
Landmark culturale e nuova narrazione identitaria del Marocco
Il progetto dà forma a un nuovo landmark culturale destinato a rappresentare una delle istituzioni simboliche del Marocco contemporaneo. Situato nel punto di transizione tra la città consolidata e la nuova espansione urbana di Rabat, il museo interpreta una condizione strategica trasformandola in un dispositivo urbano e culturale.
Il MNAST non costruisce soltanto un nuovo polo museale: diventa un luogo capace di dare espressione fisica alla continuità tra storia, territorio e sviluppo del Paese. In questo senso il progetto assume un valore identitario profondo, contribuendo a definire una nuova immagine internazionale della capitale e a costruire un ponte simbolico tra il Marocco delle origini e quello contemporaneo.
Il museo si configura così come un elemento di connessione tra Rabat storica e Rabat futura, trasformando il margine urbano in un luogo attivo di produzione culturale e memoria condivisa.
Architettura e spazio pubblico come infrastruttura sociale
Un museo come esperienza collettiva e dispositivo narrativo
Il museo è concepito come una micro-città pubblica attraversabile, organizzata attorno a patii, corti verdi, terrazze e percorsi aperti. L’architettura supera la tradizionale idea di edificio museale per costruire uno spazio di relazione e socialità, accessibile e permeabile, capace di estendere la vita urbana oltre il programma espositivo.
Il basamento scolpito richiama la spazialità introversa della Medina storica, mentre i volumi superiori fluidi e sospesi si aprono verso il paesaggio naturale della vallata. Le geometrie dell’edificio reinterpretano in forma astratta la calligrafia araba, trasformando segno, materia e luce in una grammatica architettonica contemporanea.
L’alternanza tra spazi aperti e chiusi genera un’esperienza urbana immersiva, in continuità tra architettura, paesaggio e dimensione pubblica.
L’architettura del museo non ospita semplicemente contenuti espositivi, ma diventa essa stessa strumento di narrazione e costruzione di significato. Il visitatore attraversa ambienti scavati nella materia, corti contemplative, grandi spazi espositivi e volumi panoramici sospesi, seguendo un percorso simbolico che dalle origini della terra accompagna fino alla contemporaneità del Marocco.
Il museo è concepito come un viaggio spaziale e cognitivo nel quale storia naturale, archeologia e cultura costruiscono un racconto unitario. Gli spazi espositivi, flessibili e riconfigurabili, integrano allestimento, luce naturale e paesaggio in un’esperienza immersiva che mette in relazione patrimonio scientifico e memoria collettiva.
Il progetto assume così una funzione che supera la dimensione culturale tradizionale, diventando un luogo di educazione, partecipazione e costruzione di identità condivisa.


Paesaggio mediterraneo, sostenibilità e memoria dei luoghi
Progetto integrato tra architettura e allestimento museale
Il disegno del paesaggio reinterpreta la tradizione dei giardini marocchini e andalusi attraverso sistemi d’acqua, pietra e vegetazione mediterranea. Patii ombreggiati, giardini permeabili, tetti verdi e piazze d’acqua contribuiscono alla qualità climatica e spaziale del complesso.
Il sistema paesaggistico non è un elemento decorativo ma parte integrante dell’architettura e dell’esperienza del museo, costruendo relazioni tra spazio, clima e identità locale.
Il progetto adotta inoltre strategie NZEB, sistemi passivi di ventilazione naturale, recupero delle acque meteoriche e utilizzo di materiali locali e prefabbricati ad alte prestazioni, riducendo l’impatto ambientale e promuovendo una visione sostenibile dell’architettura pubblica contemporanea.
Uno degli aspetti centrali del progetto MNAST risiede nello sviluppo integrato di architettura e allestimento museale, concepiti da Nemesi come un unico sistema spaziale, narrativo ed esperienziale. L’edificio e il percorso espositivo non vengono sviluppati come elementi autonomi o sovrapposti, ma come parti di una stessa costruzione culturale capace di dare forma al racconto identitario del Marocco.
Architettura, museografia, luce, materia e contenuti scientifici concorrono alla definizione di un’esperienza continua e immersiva, nella quale lo spazio diventa strumento di conoscenza e narrazione. Questa visione integrata consente di superare la distinzione tradizionale tra contenitore e contenuto, trasformando il museo in un dispositivo unitario in cui l’esperienza del visitatore viene progettata nella sua totalità, dalla scala urbana fino al dettaglio espositivo. Attraverso questo approccio, Nemesi interpreta il museo contemporaneo come un ecosistema culturale complesso, nel quale architettura e allestimento costruiscono insieme valore pubblico, memoria collettiva e qualità dell’esperienza.



























