Tribunale di Roma
Ampliamento della città giudiziaria di piazzale Clodio e della porta del parco di monte Mario
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Tribunale di Roma
Ampliamento della città giudiziaria di piazzale Clodio e della porta del parco di monte Mario
L’ampliamento della Città Giudiziaria di Piazzale Clodio interpreta l’architettura pubblica come un’infrastruttura civica capace di rafforzare le relazioni tra istituzioni, città e paesaggio. Più che aggiungere un nuovo edificio, il progetto ridefinisce il rapporto tra la cittadella giudiziaria e Roma, trasformando un margine urbano in un nuovo luogo di connessione.
L’intervento costruisce una nuova porta verso il Parco di Monte Mario, ricuce la continuità tra spazio pubblico e sistema naturale e restituisce valore a un’area strategica della città. La giustizia non è rappresentata come un’istituzione isolata, ma come parte di un ecosistema urbano aperto, accessibile e profondamente integrato con il contesto.
Dati salienti
Team
Status
Una giustizia aperta alla città
L’edificio supera il modello tradizionale della cittadella giudiziaria introversa per costruire un nuovo rapporto con lo spazio pubblico. Il fronte verso Piazzale Clodio arretra, generando una piazza urbana che accompagna l’ingresso e restituisce continuità ai percorsi della città. La sicurezza è integrata nell’organizzazione degli spazi e dei flussi, senza trasformarsi in un elemento di separazione.
Architettura e paesaggio come un unico sistema
Una nuova porta per Monte Mario
Il progetto nasce dall’incontro tra due condizioni complementari. Il basamento si estende nel paesaggio, accogliendo gli spazi pubblici e le aule in continuità con il sistema verde di Monte Mario. I volumi superiori, destinati agli uffici, definiscono invece un’immagine istituzionale rigorosa e misurata.
Non si tratta della semplice sovrapposizione di architettura e natura, ma della costruzione di un unico sistema nel quale spazio pubblico, paesaggio e funzioni della giustizia contribuiscono a generare una nuova qualità urbana.
Il progetto trasforma il margine tra città e riserva naturale in un’infrastruttura paesaggistica continua. Il grande prato centrale, ispirato alla memoria dei “pratoni” storici, i filari alberati, i rain garden e le superfici permeabili ricostruiscono la continuità ecologica della collina e definiscono un nuovo accesso al Parco di Monte Mario.
L’edificio diventa parte di questa sequenza, contribuendo a rafforzare il rapporto tra la città costruita e il suo sistema ambientale.
Organizzare la complessità
La qualità di una cittadella giudiziaria si misura nella capacità di governare la complessità. Il progetto organizza sei flussi indipendenti — pubblico, magistrati, personale amministrativo, detenuti, operatori tecnici e collegamenti con il complesso esistente — garantendo sicurezza, efficienza e chiarezza funzionale.
Patii, corti, terrazze e coperture verdi trasformano gli spazi di lavoro e di attesa in ambienti luminosi, aperti e orientati al benessere delle persone.
Tecnologia al servizio della qualità
Le strategie ambientali sono integrate nell’architettura fin dalle prime scelte progettuali. La doppia pelle parametrica, calibrata rispetto all’orientamento, le coperture verdi, i sistemi di drenaggio sostenibile, gli impianti fotovoltaici e il monitoraggio digitale tramite BIM e Building Management System contribuiscono a ridurre l’impatto ambientale e a migliorare le prestazioni dell’edificio durante tutto il suo ciclo di vita.























