Loft Portico D’Ottavia

Riqualificazione loft Ghetto ebraico Roma

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Loft Portico D’Ottavia

Riqualificazione loft Ghetto ebraico Roma

Nel cuore del Ghetto ebraico di Roma, all’interno di un antico convento trecentesco, il progetto restituisce vita e unità spaziale a ciò che fu il refettorio originale. Non una ricostruzione, non una mimesi: un dialogo preciso e rispettoso tra la memoria stratificata del luogo e un sistema architettonico contemporaneo capace di abitarla senza sovrastarla.

Il risultato è un loft di 150 mq in cui ogni scelta — strutturale, materica, distributiva — nasce dall’ascolto di uno spazio di grande suggestione storica.

Dati salienti

Luogo Roma, Italia Anno 2000 Superficie 150 m² Cliente Privato

Team

Founding Partners Michele Molè e Maria Claudia Clemente Design team Lorenzo Cantalini, Danilo Lazzari, Alessandra Giannone

Status

Realizzato

Demolire per restituire

Il primo gesto del progetto è una sottrazione: la demolizione delle superfetazioni accumulate nel tempo, per restituire all’involucro trecentesco la sua unità spaziale originale. Un atto di rispetto prima ancora che di progetto, che ridà respiro a proporzioni e geometrie di straordinaria qualità.

Un sistema contemporaneo nell’antico

Leggere strutture in acciaio, superfici trasparenti, setti murari in materia attraversano il grande spazio vuoto senza competere con l’involucro esistente. Il sistema tecnologico non si nasconde: dialoga. Stabilizza il compromesso sistema di travi lignee, amplifica la spazialità interna attraverso riflessioni e moltiplicazioni di prospettive, costruisce una stratificazione temporale che è essa stessa il tema del progetto.

La fascia tecnologica e la fluidità degli spazi

La materia come dialogo

Gli ambienti di servizio sono allineati in una fascia longitudinale che percorre il loft lasciando libero il resto dello spazio. Gli ambienti di vita si aprono in una successione fluida e continua — tipologia loft nella sua essenza più pura — in cui il confine tra le funzioni è suggerito, mai imposto.

La scelta dei materiali è il punto più sensibile del progetto: alla fredda precisione dell’acciaio, del vetro e della pietra serena si contrappone il calore delle superfici antiche, rivitalizzate con intonaci di pregiata fattura. Non contrasto, ma conversazione tra epoche — dove ogni materiale racconta la propria appartenenza al tempo senza rinnegarla.