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Il Podere 46 sorge su un poggio della Maremma Toscana, in un’area bonificata negli anni ’30. Il progetto trasforma un edificio con preesistenze di matrice rurale e fascista, aprendo la dimensione interna al paesaggio e reinterpretando la domesticità introversa originaria.
La progettazione integra architettura, natura e memoria storica, generando uno spazio domestico immersivo e poetico, capace di dialogare con il contesto naturale della campagna maremmana.
Dati salienti
Team
Status
Visione e rigenerazione del paesaggio domestico
Il Progetto si inserisce nel contesto della Maremma Toscana aprendo la preesistenza rurale al paesaggio circostante. Gli spazi esterni sono organizzati secondo una geometria analitica a campi neoplastici, trasformando cortili e giardini in architetture integrate e antropizzate, valorizzando il panorama e la memoria storica del podere.
Architettura tra memoria e contemporaneità
Un nuovo volume vetrato collega l’edificio padronale e l’ala semi-indipendente per gli ospiti, recuperata dall’ex rimessa attrezzi, armonizzando architettura storica e contemporanea.
Questo volume ospita il soggiorno e diventa il fulcro poetico del podere, con la copertura leggera in acciaio Corten piegata a creare tensione dinamica e il camino verticale come simbolo di un nuovo concetto di abitare.
Tecnologia, materiali e sostenibilità
L’uso di materiali autentici e duraturi, in particolare l’acciaio Corten e le murature esistenti, enfatizza la consistenza materica del podere e il dialogo con il paesaggio.
Il progetto coniuga innovazione, leggerezza strutturale e rispetto del contesto, mostrando come architettura contemporanea e patrimonio rurale possano convivere armoniosamente.












