ISTAT Headquarters

Nuova sede - Roma

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ISTAT Headquarters

Nuova sede - Roma

La nuova sede di Istat Headquarters non è semplicemente un edificio per uffici: è la traduzione architettonica di un’identità istituzionale complessa, rigorosa e insieme aperta al cambiamento. Un progetto urbano e sistemico, pensato per restituire alla città una parte di Roma oggi degradata e per offrire ai lavoratori e ai cittadini un nuovo paesaggio pubblico da abitare.

Il concept si fonda sulla dualità che definisce Istat stesso: la precisione della scienza statistica da un lato, la sua capacità di leggere e interpretare la società in trasformazione dall’altro.

Dati salienti

Luogo Roma, Italia Anno 2018 Superficie 38.000 m² Cliente ISTAT

Team

Founding Partners Michele Molè e Susanna Tradati Design lead Alessandra Giannone Design team Maria Gabriella Combusti, Matteo D’Alessio, Pietro Iacobucci, Paolo Maselli, Flavia Pagani, Alessandra Peghinelli, Claudia Ricciardi, Marco Sterbini, Marco Tanzilli, Giuseppe Zaccaria Consulenti Strutture, MEP, Sostenibilità Ambientale 3TI

Status

Concorso

Matrice e sequenza: la dimensione matematica

La logica statistica — raccolta, elaborazione, variazione — si traduce in architettura attraverso l’idea di matrice. Moduli geometrici simili, ripetuti e leggermente variati, costruiscono una ricca tessitura urbana che risponde ai fabbisogni organizzativi di Istat senza rinunciare alla complessità. Ordine e ritmo come forma di espressione.

Apertura e abbraccio: la dimensione civica

Pieni e vuoti, osmosi urbana

Al rigore della sequenza si sovrappone un impianto dinamico e inclusivo. Il taglio che apre verso la piazza, i volumi che si affacciano su di essa in un gesto di abbraccio, le corti interne e i giardini: tutto costruisce un’idea di comunità urbana. La sede non si chiude sulla propria funzione, ma si offre alla città.

Il rapporto tra volumi architettonici e spazi aperti è fluido e osmotico. L’unità del complesso nasce dalla sommatoria di molteplici parti: non un monolite, ma un sistema in cui ogni elemento contribuisce a definire l’insieme. Una grammatica che rifiuta la monumentalità escludente di molti headquarters istituzionali.

Paesaggio come infrastruttura sociale

La dimensione paesaggistica non è decorativa: è strutturale. Gli spazi pubblici generati dalla sequenza di corti, giardini e piazze diventano un’infrastruttura sociale per i lavoratori e per il quartiere. Un ambiente ricco e informale che bilancia l’efficienza distributiva con una qualità ambientale autentica.

Un landmark per Roma e per il futuro

Il progetto è pensato per diventare un riferimento riconoscibile alla scala urbana e internazionale — un simbolo capace di esprimere la visione di un’istituzione che non raccoglie solo dati, ma contribuisce a definire l’identità collettiva del Paese.