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La nuova sede di Istat Headquarters non è semplicemente un edificio per uffici: è la traduzione architettonica di un’identità istituzionale complessa, rigorosa e insieme aperta al cambiamento. Un progetto urbano e sistemico, pensato per restituire alla città una parte di Roma oggi degradata e per offrire ai lavoratori e ai cittadini un nuovo paesaggio pubblico da abitare.
Il concept si fonda sulla dualità che definisce Istat stesso: la precisione della scienza statistica da un lato, la sua capacità di leggere e interpretare la società in trasformazione dall’altro.
Dati salienti
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Status
Matrice e sequenza: la dimensione matematica
La logica statistica — raccolta, elaborazione, variazione — si traduce in architettura attraverso l’idea di matrice. Moduli geometrici simili, ripetuti e leggermente variati, costruiscono una ricca tessitura urbana che risponde ai fabbisogni organizzativi di Istat senza rinunciare alla complessità. Ordine e ritmo come forma di espressione.
Apertura e abbraccio: la dimensione civica
Pieni e vuoti, osmosi urbana
Al rigore della sequenza si sovrappone un impianto dinamico e inclusivo. Il taglio che apre verso la piazza, i volumi che si affacciano su di essa in un gesto di abbraccio, le corti interne e i giardini: tutto costruisce un’idea di comunità urbana. La sede non si chiude sulla propria funzione, ma si offre alla città.
Il rapporto tra volumi architettonici e spazi aperti è fluido e osmotico. L’unità del complesso nasce dalla sommatoria di molteplici parti: non un monolite, ma un sistema in cui ogni elemento contribuisce a definire l’insieme. Una grammatica che rifiuta la monumentalità escludente di molti headquarters istituzionali.
Paesaggio come infrastruttura sociale
La dimensione paesaggistica non è decorativa: è strutturale. Gli spazi pubblici generati dalla sequenza di corti, giardini e piazze diventano un’infrastruttura sociale per i lavoratori e per il quartiere. Un ambiente ricco e informale che bilancia l’efficienza distributiva con una qualità ambientale autentica.
Un landmark per Roma e per il futuro
Il progetto è pensato per diventare un riferimento riconoscibile alla scala urbana e internazionale — un simbolo capace di esprimere la visione di un’istituzione che non raccoglie solo dati, ma contribuisce a definire l’identità collettiva del Paese.














