Museo della Scienza di Roma

Un nuovo sistema museale

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Museo della Scienza di Roma

Un nuovo sistema museale

Il Museo della Scienza di Roma nasce come una visione di architettura culturale che interpreta il museo contemporaneo come luogo di connessione tra conoscenza, città e comunità, in cui il percorso formativo si intreccia con quello esperienziale e ludico.

Nel contesto urbano di via Guido Reni – asse strategico del quartiere Flaminio, denso di istituzioni culturali – il progetto immagina il museo come un organismo aperto, capace di dialogare con la città e con la sua storia. Qui la memoria dei luoghi si intreccia con una nuova prospettiva di trasformazione urbana, dove le tracce esistenti vengono accolte e reinterpretate in chiave contemporanea.

Lo spazio museale prende così forma come paesaggio della conoscenza: un sistema di architetture, percorsi e relazioni che rende la scienza esperienza condivisa, proiettando il patrimonio del passato verso nuove possibilità di ricerca, scoperta e partecipazione.

Dati salienti

Luogo Roma, Italia Anno 2023 Superficie 19.000 m² Cliente Comune di Roma

Team

Founding Partners Michele Molè e Susanna Tradati Design team Salvatore Festa, Alessandra Giannone, Ka Ho Lee; Visual team Emanuele Fortunati, Marco Lattaro Consulenti Strutture Studio CAPE' MEP Engineering Ai Engineering Antincendio LURASCHI associati ingegneria e architettura Sostenibilità GOLDMANN&PARTNERS

Status

Concorso

Premi e riconoscimenti

Finalist 2023 International Design Competition

Contemporaneità e memoria del luogo

Il progetto dialoga con la storia del sito, reinterpretando gli elementi architettonici preesistenti e integrandoli in un organismo contemporaneo coerente. Le caserme storiche di via Guido Reni diventano base per nuove sale espositive e percorsi immersivi, trasformando la stratificazione architettonica in metafora della conoscenza scientifica.

L’architettura racconta una continuità tra passato e futuro, tra memoria urbana e innovazione culturale, valorizzando il museo come spazio di esperienza e riferimento identitario per la città. Le facciate vibrano di luce grazie a una trama tridimensionale di tessere vetrate che compone una superficie cangiante e profonda. La luce naturale vi si rifrange e si modula durante il giorno, trasformando l’involucro dell’edificio in un diaframma luminoso in continuo dialogo con il cielo e la città.

Architettura come esperienza immersiva

Il museo è concepito come sistema esperienziale: la promenade a doppia elica, evocativa della struttura del DNA, attraversa tutto il progetto creando un percorso dinamico e continuo. Questo elemento collega i diversi livelli e le sale espositive definendo una narrazione spaziale coerente tra compressione e apertura, tra vuoto e pieno.

Relazioni urbane e sociali

Lo spazio pubblico del museo si apre verso il quartiere Flaminio e verso gli spazi del MAXXI, generando percorsi di connessione diretta con la città. La grande piazza coperta su via Guido Reni diventa accesso urbano, spazio di incontro e luogo di relazione permanente, consolidando la funzione del museo come infrastruttura civica e sociale.

Struttura spaziale e funzionale

L’organizzazione della proposta combina pieni e vuoti per creare ambienti funzionali e flessibili: sale permanenti e temporanee, ambienti modulari riconfigurabili, spazi per attività didattiche e di ricerca, serre bioclimatiche con giardini interni. La struttura matriciale, composta da calcestruzzo armato e acciaio, consente ampie luci interne e alte prestazioni spaziali.

Sostenibilità integrata e impatto

La proposta integra strategie di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Il museo persegue standard NZEB (Near Zero Energy Building) e obiettivi di certificazione LEED Platinum, ponendo al centro comfort psico‑fisico, performance energetica e qualità degli spazi.

L’approccio progettuale è supportato da una valutazione di impatto SROI (Social Return on Investment), con l’obiettivo di quantificare benefici a lungo termine per comunità e territorio.