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Il progetto per l’ampliamento del Terminal T1 di Shanghai Hongqiao ridefinisce uno degli aeroporti urbani più strategici della Cina: non una semplice ristrutturazione, ma una riconfigurazione profonda capace di portare il traffico internazionale da 5 a 15 milioni di passeggeri entro il 2020.
La sfida non è solo infrastrutturale. Hongqiao è un aeroporto dentro la città: il progetto coglie questa natura urbana per trasformare il terminal in un nodo aperto, intermodale e multifunzionale — un nuovo pezzo di Shanghai.
Dati salienti
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L’ala e il suolo
Due gesti contrapposti definiscono il progetto. In alto, una grande copertura si estende per oltre 600 metri come un foglio privo di spessore: un’ala che unifica nuovo e vecchio terminal in un’unica forza espressiva, evocando insieme la protezione ancestrale della copertura e la leggerezza del volo.
In basso, il suolo si incurva in un volume organico emergente, con convessità e concavità che accolgono tutta la logistica ricettiva e intermodale richiesta dal programma.
Da terminal a nodo urbano
Hongqiao diventa l’occasione per dotare l’intero quartiere di nuove infrastrutture: spazi congressuali, un polo fieristico, hotel a cinque stelle, torri terziarie. L’aeroporto cessa di essere una struttura monofunzionale e chiusa per diventare un catalizzatore urbano, integrato nel tessuto e nella vita della città.
Intermodalità come progetto
Al cuore del sistema, la nuova stazione intermodale connette in un unico nodo traffico aereo, metropolitana, pullman e mobilità privata. Posizionata sotto l’hotel prospiciente il terminal, è il dispositivo che trasforma Hongqiao in un hub accessibile, fluido e orientato al futuro della mobilità urbana.









